La struttura spaziale e il tema della casa nei “Promessi Sposi”
In questa pagina ho raccolto un tema svolto sulla linea della prova B dell'esame di maturità. Ho scritto prima il riassunto del saggio di Giovanni Getto, La struttura spaziale e il tema della casa nei "Promessi Sposi", e poi un tema argomentativo sulla linea della tesi di Giovanni Getto.
Riassunto
Nel suo saggio su I Promessi Sposi lo studioso Giovanni Getto affronta il profilo dello spazio all’interno del romanzo, osservando come sia un elemento che conferisce all’opera la sua caratteristica fisionomia, venendo in essa sapientemente distribuito e composto.
Nel capolavoro di Manzoni i luoghi e le strade caratterizzano e legano tra loro gli eventi. Troviamo le strade in cui avviene l’incontro tra Don Abbondio e i bravi, quelle in cui avviene il rapimento di Lucia, ma soprattutto le strade incessantemente percorse da Renzo che tra tutti è il personaggio che più si muove nello spazio e ne delinea i confini. Allo spazio definito dalle strade si contrappone lo spazio dei monti e del lago di Como, luogo di partenza e di arrivo dei personaggi che rappresenta la pace prima perduta, con l’addio ai monti, e poi ritrovata, con lieto fine cui tutte le vicende tendono e che viene raggiunto in conclusione del romanzo
La pace, rappresentata dal lago, è, quindi, lo specchio della tranquillità familiare, della casa, che viene poi violata. Infatti, tutto il romanzo tenderà a ricomporre l’atmosfera di idillica beatitudine persa, ritrovata con il ritorno dei protagonisti nel loro paese per celebrare le nozze, anch’esse avvenute sotto la familiare armonia del paesaggio delle montagne e del lago.
In conclusione, dal saggio emergono due diverse declinazioni dello spazio all’interno del romanzo.
Sotto la prima si evidenzia il ruolo di delimitazione fisica degli eventi, rappresentata soprattutto dalle strade, si tratta di una ambientazione che racchiude le vicende nel loro svolgersi oggettivo e che ne caratterizza gli aspetti drammatici. Lo spazio, secondo questa tesi è prima geografico, poi topografico e viene utilizzato quale struttura composta per muovere il lettore nella visione degli eventi.
Il secondo profilo riguarda invece l’aspetto “intimo” del romanzo, in cui l’ambiente geografico di partenza (quel ramo del lago di Como) riflette la tensione spirituale dei protagonisti verso la ricomposizione della pace perduta, che appare come l’obiettivo del romanzo. Emerge, in questa seconda tesi, uno spazio che, all’inizio, è descritto in modo dettagliato perché resti reale e ponga un freno alla fantasia ma che, poi, nutre la vena nostalgica della storia e si fa, infine, simbolo dell’idillio familiare che i protagonisti vogliono riconquistare.
Testo argomentativo sui luoghi dei Promessi Sposi
I paesaggi nel romanzo I Promessi Sposi hanno un ruolo particolare.
Già il primo capitolo si apre con l’immagine di “Quel ramo del lago di Como, e quelle catene non interrotte di monti” che saranno sempre presenti nella narrazione del Manzoni. Tutto il dramma dei suoi personaggi si riflette, di volta in volta, nella luce e nel tono di quel paesaggio. Quel paesaggio che, da una mirabile e precisa descrizione geografica, diventa sempre più un paesaggio poetico, animato dalla presenza dei vari personaggi, i quali danno anche la misura dell’atmosfera storica del Seicento spagnolo della Lombardia, che il Manzoni intende, sin da questo primo capitolo, criticare in tutti gli aspetti dei suoi ridicoli e crudeli costumi.
Della descrizione del personaggio di Azzeccagarbugli, ipocrita e confuso avvocato, fa parte anche il suo ufficio. Al vuoto scenografico corrisponde il vuoto morale-intellettuale di quella mente e, quindi, della burocrazia. Lo spazio, con le sue caratteristiche, rappresenta già la descrizione della moralità e della psicologia del personaggio che contiene, diventando, così, parte integrante e indispensabile di esso. Azzeccagarbugli non sarebbe lo stesso senza il suo disordinato studio, parte fondamentale della satira.
Anche nel caso della figura dell’Innominato, attraverso l’ambiente in cui vive è possibile comprendere la psicologia e il ruolo sociale del personaggio. La descrizione del castello e del paesaggio apocalittico e desolato in cui vive quel terribile signore apre il ventesimo capitolo. Il tetro paesaggio già anticipa i primi tratti del personaggio. L’Innominato è un uomo in crisi, non soltanto religiosa ma soprattutto esistenziale. La richiesta di rapire Lucia suscita in lui profondi dubbi riguardo le sue stesse intenzioni e, quindi, sul percorso di vita da lui intrapreso. Questo capitolo, che segna la trasformazione di uno scellerato in un uomo timorato, inizia con uno stile cupo, descrittivo degli aspetti peggiori di persone e paesaggio, risolvendosi poi con un tono più disteso parallelamente alla trasformazione, appunto, del personaggio. “Valle angusta e uggiosa”, “aspra giogaia di monti”, “mucchio di massi e di dirupi”, “torrentaccio”; sono tutte espressioni che dipingono l’ambiente e il paesaggio dell’Innominato, delineando la sua sinistra figura di scellerato.
I luoghi, oltre a caratterizzare i personaggi, fingono anche da legame tra le varie vicende del romanzo. La sequenza dell’Innominato si collega alla corsa di Renzo, nel capitolo trentasette, verso il paese natìo. Renzo è dominato dal pensiero continuo di Lucia e dalla volontà di realizzare il progetto di matrimonio e di costituire una famiglia e parallelamente la descrizione della strada è ben diversa da quella del capitolo venti, in cui prevale il tono drammatico. La descrizione del paesaggio subisce man mano una metamorfosi tonale, infatti il diluvio diventa pioggia e poi acquerugiola. Perfino i nuvoloni distendono un velo leggero, mostrando a Renzo ciò che ha intorno. Questa trasformazione è lo specchio della rinascita spirituale di Renzo, l’allegria non si limita allo stesso Renzo, bensì si estende al paesaggio, alla pioggia, che attraverso un particolare sussurrio sulle erbe e sulle foglie, sembra indicare il destino stesso del protagonista e la disperazione di un mondo, terrorizzato e devastato dalla peste.
Le vicende del romanzo sono collegate tra di loro attraverso le caratteristiche comuni degli ambienti e dei paesaggi in cui avvengono. Descrizioni che non si limitano a rappresentare l’aspetto dei luoghi in cui è ambientata la storia, bensì sono lo strumento attraverso cui Manzoni rappresenta l’animo dei personaggi, in senso positivo per i protagonisti, oppure in senso dispregiativo per altri personaggi, di cui si prende gioco, utilizzando l’ambiente come il centro della sua satira sulla società seicentesca.
Concludendo si può rilevare come ciascun personaggio sia collegato a un preciso luogo che lo evoca e ne completa la descrizione, in modo che l’ambientazione della storia diviene essa stessa protagonista divenendo parte integrante dai personaggi che in essa si muovono.